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	<title>Vivere Pietragalla 2009 &#187; Emergenza Migranti</title>
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	<description>Informati, Monitora, Intervieni. Ti riguarda, ci riguarda.</description>
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		<title>Sgombero del Centro Accoglienza di Palazzo San Gervasio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lino Marmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emergenza Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo San Gervasio]]></category>

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		<description><![CDATA[Palazzo San Gervasio: stamattina si è verificato l&#8217;ennesimo sgombero, dopo quello avvenuto ad Eboli alcuni giorni fa, ora è toccato a Palazzo. Stamane all&#8217;alba sono arrivati carabinieri, poliziotti, vigili urbani, alcuni dipendenti del comune, rappresentanti dell&#8217;associazione Amica, un medico, l&#8217;ex-assessore all&#8217;agricoltura Michele Forlino (anche presidente dell&#8217;OP Mediterraneo) al Centro di Accoglienza per sgomberare quella ventina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.viverepietragalla.it/public/upload/2009/09/migranti_testata.jpg" rel="shadowbox[sbpost-839];player=img;" rel="lightbox[839]"><img class="aligncenter size-full wp-image-486" title="migranti_testata" src="http://www.viverepietragalla.it/public/upload/2009/09/migranti_testata.jpg" alt="migranti_testata" width="590" height="320" /></a></p>
<p><strong>Palazzo San Gervasio</strong>: stamattina si è verificato l&#8217;ennesimo sgombero, dopo quello avvenuto ad Eboli alcuni giorni fa, ora è toccato a Palazzo.</p>
<p>Stamane all&#8217;alba sono arrivati carabinieri, poliziotti, vigili urbani, alcuni dipendenti del comune, rappresentanti dell&#8217;associazione Amica, un medico, l&#8217;ex-assessore all&#8217;agricoltura Michele Forlino (anche presidente dell&#8217;OP Mediterraneo) al <strong>Centro di Accoglienza</strong> per sgomberare quella ventina di migranti che vivevano ancora li.<br />
Sono stati identificati dalle forze dell&#8217;ordine i pochi ragazzi che vivevano ancora nel centro&#8230; i più disperati&#8230; quelli che non sanno dove andare e sperano di trovare ancora qualche giornata di lavoro nei campi!<br />
Probabilmente i ragazzi con problemi di documenti saranno portati a Potenza&#8230; non sappiamo ancora bene cosa accadrà e soprattutto non sappiamo da chi è partita l&#8217;ordinanza di sgombero se dal Comune o da chi, noi del comitato alcune settimane fa insieme ad alcuni migranti abbiamo avuto un incontro al comune con il vice sindaco Paolo Palumbo, il quale ci aveva assicurato che da parte del comune di Palazzo San Gervasio non ci sarebbero stato nessuno sgombero, e che avrebbe proposto in giunta la possibilità di cercare degli appartamenti per questo piccolo gruppo di migranti.<br />
Facciamo un appello affinché ci sia chiarezza e soprattutto non si facciano le solite ingiustizie verso queste persone che vivono al margine della nostra società, gli invisibili.<br />
Queste persone non hanno chiesto nulla hanno vissuto per mesi in un centro di Accoglienza a dir poco fatiscente ma nonostante ciò hanno vissuto lì con tutti i disagi correlati ma almeno avevano un tetto, ora? Cosa accadrà a queste persone? Dove andranno? Vorremmo delle risposte e delle responsabilità da tutte le forze politiche locali e regionali!<br />
Non possiamo continuare a trattare queste persone con fossero oggetti&#8230; quando ci servono per la raccolta dei pomodori li accogliamo, li facciamo vivere come animali, li sfruttiamo per la raccolta dei pomodori e poi li cacciamo! E&#8217; questa la nostra civiltà?<br />
Noi crediamo di no!</p>
<p>Vogliamo delle risposte al più presto!</p>
<p><strong>Comitato Difesa Migranti</strong></p>
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		<title>Chiuso il centro di prima accoglienza di Palazzo San Gervasio</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 14:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lino Marmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emergenza Migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 15 ottobre, ossia 2 giorni fa, con una ordinanza del sindaco di Palazzo San Gervasio, il Centro di Accoglienza è stato chiuso ufficialmente. Questo significa che da quella data non venivano più garantite le utenze fondamentali, corrente e acqua calda. In realtà il centro rimane aperto, a quanto pare fino alla fine di ottobre. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.viverepietragalla.it/public/upload/2009/09/migranti_testata.jpg" rel="shadowbox[sbpost-717];player=img;" rel="lightbox[717]"><img class="aligncenter size-full wp-image-486" title="migranti_testata" src="http://www.viverepietragalla.it/public/upload/2009/09/migranti_testata.jpg" alt="migranti_testata" width="590" height="392" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Il <strong>15 ottobre</strong>, ossia 2 giorni fa, con una ordinanza del sindaco di Palazzo San Gervasio, il <strong>Centro di Accoglienza</strong> è stato chiuso ufficialmente.</p>
<p style="text-align: left;">Questo significa che da quella data non venivano più garantite le utenze fondamentali, corrente e acqua calda. In realtà il centro rimane aperto, a quanto pare fino alla fine di ottobre. Ma ora sono molti di meno i lavoratori stagionali che sono ancora presenti nell&#8217;area del centro. Dai circa 700 migranti presenti nei giorni e settimane durante le quali la raccolta dei pomodori era nel pieno, oggi sono solo, per modo di dire, un centinaio gli ospiti del centro. Molti quindi sono partiti, chi per ritornare al nord, dove hanno un minimo di situazione che avevano lasciato prima di venire in Basilicata per la raccolta dei pomodori, e chi invece è andato o andrà a Rosarno, nella piana di Gioa Tauro per cominciare la raccolta dei mandarini e delle arance che li terrà impegnati per qualche mese. Altri invece, e rappresentano la situazione più difficile, non sanno dove andare. Si tratta di migranti che sono arrivati al centro a Palazzo San Gervasio direttamente dai centri di prima accoglienza appena sbarcati sulle coste italiane. Non conoscono l&#8217;Italia e per questo non sanno dove andare, ma conoscono bene quello che potranno subire, alla luce delle nuove leggi dello stato in materia di immigrazione, il pacchetto sicurezza su tutte, nel caso vengano fermati sul territorio italiano privi di regolare permesso di soggiorno. Ma ci sono anche quelli, pochi purtroppo, che con l&#8217;aiuto del<strong> Comitato per la Difesa dei Migranti</strong>, sono riusciti a regolarizzarsi e a trovare un posto di lavoro proprio qui in Basilicata e quindi si fermeranno qui ad arricchire culturalmente e socialmente questa parte di società. Quei pochi che hanno visto riconosciuti i loro diritti di essere umani, diritti che però dovrebbero essere riconosciuti a tutti i migranti che, ripetiamo e non ci stancheremo mai di dirlo, vengono in Italia e passano per la Basilicata in cerca di una vita migliore rispetto a quella che hanno lasciato nei loro paesi di origine, in cerca di una condizione lavorativa sicura e soprattutto in cerca di una accoglienza degna.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Invece il bilancio di questo ennesimo anno è stato, come gli anni precedenti: negativo. I migranti sono stati impegnati nella raccolta dei pomodori e qualcuno ora anche nella vendemmia ma in condizioni lavorative che non rispettano nessun diritto sindacale: sottopagati e sfruttati. Come il comitato ha denunciato denuncia e denuncerà, non c&#8217;è stata accoglienza per questi lavoratori. Chi di loro ha vissuto per 2 mesi e più al centro di “accoglienza” ha vissuto in situazioni igienico sanitario pessime, senza acqua calda, con servizi inesistenti. Chi invece ha vissuto nei casolari delle campagne di Palazzo San Gervasio e Venosa non aveva neanche questo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">E&#8217; questa l&#8217;accoglienza che i nostri amministratori hanno riservato a questi lavoratori. Per l&#8217;ennesimo anno si è registrato uno spreco di risorse pubbliche, poche ma comunque risorse, che avrebbero potuto garantire un seppur minimo miglioramento delle condizioni di vita dei migranti ospiti del centro, e invece sono serviti solo a fare clientelismo in una logica ormai consolidata da queste parti. Poi ci sono gli altri comuni della zona, come Venosa, che invece non si sono posti per niente il problema ribadendo che i migranti non sono presenti nelle nostre campagne e rifiutando di dare loro  anche solo delle tende e dei bagni chimici. Ed è in risposta a questo che il <strong>25 settembre</strong> in occasione del <strong>Clandestino Day</strong> il Comitato in Difesa dei Migranti era in piazza a <strong>Venosa </strong>insieme a oltre cento migranti che vivono nei casolari abbandonati nelle campagne venosine.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Non è esistita neanche quest&#8217;anno una politica di lotta al lavoro nero e allo sfruttamento che i braccianti africani subiscono nelle nostre campagne.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Anche quest&#8217;anno come diverse volte ribadito, non è esistita quindi una programmazione organica per l&#8217;accoglienza di circa mille migranti. Ma il tutto si è affrontato come una emergenza come ormai va avanti da diversi anni. Questa rappresenta una pratica ormai consolidata in Italia, dove nel nome delle emergenze, spesso costruite ad hoc, si va contro tutti i principi di rispetto del territorio e delle comunità che vivono i territori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">E&#8217; per costruire e programmare una reale accoglienza e integrazione per questi lavoratori che l&#8217;anno prossimo ritorneranno sui nostri territori, che il comitato continuerà la sua azione di lotta dal basso, così come fa ormai da mesi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">E&#8217; per ribadire il nostro no alle leggi dello stato xenofobe e razziste in materia di immigrazione, per la abrogazione del pacchetto sicurezza, per la regolarizzazione di tutti gli stranieri presenti in Italia, per dire no ai respingimenti, per il diritto di asilo politico ai rifugiati, per la chiusura dei <strong>CIE</strong>, per dire no al razzismo e in nome di una reale accoglienza, anche il Comitato delle Difesa dei Migranti è presente oggi, <strong>17 ottobre</strong>, alla <strong>manifestazione nazionale antirazzista</strong> a <strong>Roma</strong> con una delegazione e soprattutto con i migranti che vivono nel centro di Palazzo san Gervasio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Comitato difesa Migranti</strong></p>
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		<title>News dal campo migranti</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 19:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lino Marmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emergenza Migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì si è riunita la conferenza dei sindaci dell&#8217;Alto Bradano, che tra le altre cose doveva decidere se utilizzare una parte dei 10.000 euro stanziati dalla Regione Basilicata per far fronte ad emergenze in materia di immigrazione. Si doveva decidere se attrezzare una tendopoli per ospitare gli oltre 100 migranti, provenienti dal Burkina Faso, Ghana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Mercoledì si è riunita la conferenza dei sindaci dell&#8217;Alto Bradano, che tra le altre cose doveva decidere se utilizzare una parte dei 10.000 euro stanziati dalla Regione Basilicata per far fronte ad emergenze in materia di immigrazione. Si doveva decidere se attrezzare una tendopoli per ospitare gli oltre 100 migranti, provenienti dal Burkina Faso, Ghana, Mali, che per ora vivono in casolari abbandonati nella zona di Boreano a pochi chilometro dal centro abitato di Venosa. Le condizioni di vita dei migranti, anche con il peggiorare delle condizioni metereologiche, si fanno sempre più dure. La protezione civile porta l&#8217;acqua ad intermittenza e i migranti sono sempre costretti a comprarsi l&#8217;acqua dagli agricoltori della zona. Tutto questo non fa altro che rendere sempre peggiori le loro condizioni di sopravvivenza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tornando alla conferenza dei sindaci, in via informale siamo venuti a conoscenza che è stato deciso di non utilizzare o meglio di non “sprecare” questi soldi per attrezzare un&#8217;area con tende e servizi, perchè il fenomeno è in via di esaurimento, ossia i migranti stanno lasciando queste terre perchè la raccolta dei pomodori è finita. Una posizione assurda questa dei sindaci e soprattutto della amministrazione comunale di Venosa. Come si fa a dire che è inutile utilizzare questi fondi per far fronte ad una emergenze che ribadiamo essere umanitaria e sanitaria.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A questi scempi noi del Comitato che con i migranti di Boreano ci passiamo del tempo e con i quali staremo in piazza a Venosa per il Clandestino Day, rispondiamo dicendo che prima di tutto  i migranti da Boreano non se ne sono ancora andati e anche se fosse riteniamo che non è mai sprecato e tantomeno inutile utilizzare dei fondi pubblici per migliorare le condizioni di vita anche di una sola persona, italiana o straniera che sia. Ed inoltre diciamo che se gli amministratori si sarebbero adoperati a trovare una soluzione a metà agosto, ossia quando il comitato ha fatto presente il problema in un incontro nella sede del Comune, ad oggi almeno l&#8217;emergenza sarebbe stata risolta. E invece no, con la scusa dei tempi tecnici e della burocrazia si è fatto di tutto per far passare tempo, sapendo che per metà ottobre i migranti venuti per la raccolta dei pomodori sarebbero andati via, chi in sicilia per la raccolta delle arance e chi in trentino per la raccolta delle mele. E si, perchè è così che vivono, alla ricerca di un lavoro che gli permetta una vita dignitosa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Da tutto questo si evince la voglia di non risolvere il problema. Ribadiamo che così facendo sono anche loro complici di tutti i meccanismi che portanto i migranti a vivere una vita di merda, al pari dei trafficanti di persone, quelli che li trasportano dall&#8217; Africa fino a Lampedusa, al pari della polizia Libica che li segrega e violenta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">COMITATO PER LA DIFESA DEI MIGRANTI</p>
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		<title>Notizie dal Centro di Accoglienza Migranti</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 11:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lino Marmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emergenza Migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Centro di Accoglienza è allo “scoppio”. Sono circa 700 i migranti che oggi sono ospitati rispetto a i 200 che l’amministrazione aveva previsto. Scarsa valutazione del fenomeno? O idea di onnipotenza alla Maroni il quale pensa che accordi al ribasso sui diritti siano sufficienti a fermare gli sbarchi, o che penalizzando la Clandestinità i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Centro di Accoglienza è allo “scoppio”. Sono circa 700 i migranti che oggi sono ospitati rispetto a i 200 che l’amministrazione aveva previsto.<br />
Scarsa valutazione del fenomeno? O idea di onnipotenza alla Maroni il quale pensa che accordi al ribasso sui diritti siano sufficienti a fermare gli sbarchi, o che penalizzando la Clandestinità i diseredati di questa terra si persuadono a venire nei nostri Paesi?<br />
A Palazzo San Gervasio infatti non bastano le quote di ingresso (circa 250) alla Maroni a risolvere il problema. Non utilizzando i “vigilantes” si risolve l’accoglienza.<br />
Tutto il contrario.<br />
I fatti di questi giorni lo confermano. E confermano anche che la questione dei braccianti non può essere lasciata alla sola comunità di Palazzo San Gervasio e non è sufficiente che la Commissione Immigrazione stanzia fondi o che la Protezione Civile dia tende o che la provincia proclami di dare un contributo (ad oggi a 15 giorni circa del proclama non un centesimo pare sia arrivato al Centro di Accoglienza) ne tanto meno una seconda Conferenza dei Sindaci e 15 giorni, per sbloccare 2.000,00 € circa per i migranti di Boreano.</p>
<p>Intanto la Tenso Struttura è ancora smontata, i migranti invece dopo il lavoro se la dormono sotto le nuvole e la pioggia.<br />
È normale tutto questo? Può essere lasciato tutto nelle mani dei “vigilante” la gestione del Centro di Accoglienza? Tra l’altro non più capaci di reggere una situazione così esplosiva?</p>
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		<title>La storia di Raschid Sore, dal Burkina Faso all’Italia per aver commesso ‘crimini di penna’</title>
		<link>http://www.viverepietragalla.it/index.php/2009/09/chi-sono-i-migranti/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 13:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lino Marmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emergenza Migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Iniziamo a conoscerli da vicino&#8230;. Parliamo di loro, chi sono, da dove fuggono, cosa si aspettano dalla nostra terra&#8230; Scopriremo che i pregiudizi, i media, spesso ci dipingono quello che in realtà non è, eppure basterebbe anche solo conoscerli, fermarsi a parlare, ascoltare le loro storie, non è troppo&#8230; La storia di Raschid Sore, dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Iniziamo a conoscerli da vicino&#8230;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Parliamo di loro, chi sono, da dove fuggono, cosa si aspettano dalla nostra terra&#8230;</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Scopriremo che i pregiudizi, i media, spesso ci dipingono quello che in realtà non è, eppure basterebbe anche solo conoscerli, fermarsi a parlare, ascoltare le loro storie, non è troppo&#8230;</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>La storia di Raschid Sore, dal Burkina Faso all’Italia per aver commesso ‘crimini di penna’</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Questa è la storia di Raschid Soré, 40 anni, africano del Burkina Faso, stato dell’Africa Occidentale. Raschid era un giornalista d’inchiesta, un lavoro che in Africa può essere più rischioso di una passeggiata in un un campo minato; i suoi articoli erano taglienti come lame e fastidiosi come le zanzare tigre che infestano lo stato da cui proviene.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L’ho incontrato ad Aversa, dove ha ottenuto il permesso di soggiorno come rifugiato politico: “Lavoravo per il Cyclon, mi occupavo perlopiù di inchieste politiche, in uno stato che, ad oggi, è considerato uno dei peggiori per la libertà d’informazione”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Raschid mentre parla sembra felice di poter raccontare ciò che molti nostri connazionali non verranno mai a sapere, descrive la salita al potere del presidente Blaise Compaoré, giunto al governo a seguito del colpo di stato contro il governo rivoluzionario di Thomas Sankara. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ricorda ancora quel fatidico giorno: “<em>Era il 15 ottobre del 1987, da allora si vive con il terrore, vi sono continue repressioni da parte della Guardia Presidenziale: le università, le piazze e persino le chiese, tutti i luoghi sono rischiosi</em> &#8211; mentre racconta la sua storia, mi fa il segno del taglio alla gola &#8211; <em>chi parla paga, ed i bersagli principali sono gli organi d’informazione, basti pensare alla morte di Norbert Zongo, e dei miei colleghi Congo e Tibo Nana, giornalisti affermati che in un modo o nell’altro sono stati fatti fuori</em>”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Raschid è un fiume in piena, ci tiene a raccontare nei dettagli i soprusi commessi dal governo di Compaoré, in particolar modo del denaro che il Presidente ottiene dalle istituzioni internazionali e che inesorabilmente non viene utilizzato per la popolazione. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Descrive gli appalti truccati; il falso in bilancio attuato dal presidente; la mancanza di controlli da parte delle istituzioni internazionali; le ville faraoniche di proprietà dei membri del governo; le guerre: “c<em>ome quella in Costa d’Avorio, dove il presidente Compaoré ha guadagnato credibilità internazionale</em>” e, soprattutto le tecniche di tortura e repressione attuate dai funzionari governativi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Proprio la grande passione per il giornalismo d’inchiesta ha segnato il destino di Raschid Soré, ritenuto colpevole di aver descritto minuziosamente fatti cui nessuno sarebbe dovuto venire a conoscenza: “<em>Nell’agosto del 2008 mi trovavo all’aeroporto di Ouagadougou, avevo programmato una vacanza in Germania, un po’ di relax prima di tornare al mio lavoro, ma proprio durante quegli attimi arrivò la telefonata di mia figlia: c’era un gruppo di uomini con mitra e passamontagna che mi cercava e che dopo essere passato dalla mia casa ora si stava dirigendo all’aeroporto. Sono stato costretto a prendere il primo volo utile, e così sono giunto in Italia.</em>”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Attualmente Raschid vive tra Aversa e Sant’Antimo, durante l’incontro mi ha raccontato delle difficoltà di vivere a Sant’Antimo, delle cattiverie dei ragazzi, degli sputi ricevuti, dovuti più all’ignoranza che ad altro, ma c’è anche qualcosa di positivo: “<em>Il cuore e la disponibilità di alcuni negozianti aversani, cui devo la fortuna di aver trovato piccoli lavori. Un grande aiuto l’ho avuto anche dall’associazione dell’Opera Divina Misericordia di Sant’Antimo che, oltre ad offrirmi ospitalità, nei giorni scorsi ha inviato un gruppo di missionari alla volta del Burkina Faso per aiutare mia sorella, di professione sociologa, che ha un’associazione che si occupa dei bambini affetti dall’Aids</em>”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ma la speranza di Raschid è la fine del regime di Compaorè, unica possibilità per tornare ad abbracciare la sua famiglia. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Antonio Pecoraro</strong><br />
</span></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;attività del Comitato Difesa Migranti</title>
		<link>http://www.viverepietragalla.it/index.php/2009/09/480/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 11:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lino Marmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emergenza Migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giorno 13/08/2009 si è costituito il “Comitato per la difesa dei Migranti“, con lo scopo di sensibilizzare i cittadini e le amministrazioni locali sul problema degli extra-comunitari presenti nel Vulture Alto-Bradano. Il comitato costituito all&#8217;inizio da attiviste/i, compagne/i ha raccolto le adesioni dell&#8216;Associazione Michele Mancino, dell&#8217;Associazione Casa dei Diritti Sociali Forum &#8211; Roma, La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-486" title="migranti_testata" src="http://www.viverepietragalla.it/public/upload/2009/09/migranti_testata.jpg" alt="migranti_testata" width="588" height="323" /></p>
<p>Il giorno 13/08/2009 si è costituito il “Comitato per la difesa dei Migranti“, con lo scopo di sensibilizzare i cittadini e le amministrazioni locali sul problema degli extra-comunitari presenti nel Vulture Alto-Bradano.</p>
<p>Il comitato costituito all&#8217;inizio da attiviste/i, compagne/i ha raccolto le adesioni dell<strong>&#8216;Associazione Michele Mancino, dell&#8217;Associazione Casa dei Diritti Sociali Forum &#8211; Roma, La Città dei Colori &#8211; Potenza, la Noeltan Film &#8211; Potenza, Potenza film Festival di Potenza, il Cestrim di Libera Basilicata, CGIL &#8211; Potenza, Rete Fattorie Sociali &#8211; Roma, Casa Di Vittorio &#8211; Cerignol</strong>a.</p>
<p>La decisione di costituire un Comitato è stata presa in seguito ad una presa di coscienza di un problema reale che ormai da tanto tempo investe questi territori, e cioè la presenza massiccia di braccianti sia Africani, in larga misura, che provenienti dall&#8217;Est-Europa, che vivono in totale mancanza dei più basilari diritti umani, e nella totale carenza igienico-sanitaria e che vengono puntualmente sfruttati da caporali locali e non. Le amministrazioni locali tacendo fino ad ora hanno favorito questi meccanismi schiavisti, essendo così complici dello sfruttamento dei migranti, e non hanno fatto nulla per gestire questa che è diventata una vera e propria emergenza umanitaria.</p>
<p>Lo sfruttamento privo di scrupoli che viene attuato nei confronti di migliaia di “stagionali” impiegati nei campi dei nostri territori, riteniamo sia un tema scottante e di fondamentale priorità, perché ribadiamo che si tratta di una vera e propria emergenza umanitaria e sociale. Oltre agli aspetti tipici del caporalato, cioè l’insicurezza delle condizioni di lavoro, l’irregolarità e lo sfruttamento economico, la totale assenza di assistenza sindacale si aggiunge un ulteriore elemento: la vera e propria riduzione in schiavitù di cui sono vittime queste persone. Ogni contatto verso l’esterno e ogni forma di integrazione con le comunità locali è precluso. Nella generalità dei casi, le persone impiegate nella raccolta sono sottoposte a rigida sorveglianza da parte dei caporali e non viene fornito loro un alloggio, ma anzi sono costretti a sopravvivere in casolari abbandonati presenti nelle nostre terre con totale assenza di acqua, e altri bisogni fondamentali per la vita di qualsiasi essere umano. Nessuna garanzia è dunque data alle vittime di questa forma moderna di schiavitù. Tutto questo è il risultato di una politica del governo, che anche con l&#8217;entrata in vigore del Pacchetto Sicurezza aumenta la discriminazione e la repressione verso chi invece viene su questi territori in cerca di una vita migliore e condizioni lavorative più decenti.</p>
<p>A Palazzo San Gervasio esiste un Centro di Accoglienza che dovrebbe accogliere in modo adeguato queste persone, ma purtroppo ciò non avviene. Non ci sono strutture adeguate per accogliere in modo dignitoso questi lavoratori. Un&#8217;area, quella del Vulture Alto-Bradano, dove nel pieno della campagna di raccolta dei pomodori ha bisogno di oltre mille migranti che attualmente vivono nell&#8217;indifferenza totale dei locali, sono invisibili. Una situazione ancora più tragica esiste ormai da anni nelle campagne venosine, in località Boreano, dove un centinaio di lavoratori migranti vivono accampati in casolari diroccati senza acqua e servizi igienici.</p>
<p>Noi del Comitato riteniamo che tutti questi siano dei problemi seri e non possiamo e non vogliamo rimanere indifferenti a questa totale mancanza di diritti per queste persone e a questa totale mancanza di doveri da parte delle amministrazioni. Quindi riteniamo importante e urgente che venga esercitata una pressione e una sensibilizzazione nei confronti delle forze politiche e delle popolazioni locali. Riteniamo che sia giunto il momento in cui le amministrazioni si muovano per risolvere il problema dei migranti che ogni anno arrivano su queste terre e che per questo devono essere ospitati e non sfruttati.</p>
<p>Per questo, e per provare a dare una assistenza sindacale, legale, e per informare i migranti stessi su quelli che sono i loro diritti, il Comitato è presente all’interno del Centro di Accoglienza di Palazzo San Gervasio e nelle campagne di Boreano, con un presidio dal giorno 18 Agosto 2009.</p>
<p>Tutto questo perché pensiamo che chiunque vive su questa Terra ha diritto ad una vita dignitosa senza tener conto della provenienza, della religione e soprattutto del colore della pelle e ha diritto ad essere integrato e non solamente sfruttato dalle comunità locali.</p>
<p>Il Comitato lancia un appello a tutti/e e alle amministrazioni affinché operino per ospitare in modo adeguato i lavoratori migranti.</p>
<p>Spinta da queste motivazioni il comitato ha deciso di organizzare varie attività ed iniziative che aiutino l&#8217;integrazione e la visibilità dei migranti presenti sul nostro territorio, proprio all&#8217;interno del Centro di Accoglienza di Palazzo San Gervasio. Queste attività avranno lo scopo di creare una reale integrazione tra gli immigrati e le comunità locali, saranno coinvolte le associazioni che hanno aderito al Comitato per la Difesa dei Migranti, ognuno delle quali contribuirà alle iniziative approfondendo tematiche diverse riguardanti sia la questione &#8216;immigrazione&#8217; e sia la tematica del &#8216;lavoro&#8217;.</p>
<p>Qui di seguito vengono presentate i contributi che il comitato, le associazioni e i gruppi daranno al progetto:</p>
<ul type="disc">
<li>il Comitato per la Difesa dei Migranti oltre a continuare ad 	essere presente attivamente all&#8217;interno del centro di Accoglienza 	con i propri volontari<strong>, organizzerà un corso di italiano diretto ai 	migranti</strong>. Questa iniziativa è stata decisa dopo aver appurato una 	reale necessità e richiesta da parte dei migranti che risiedono al 	centro di Accoglienza di apprendere e migliorare la conoscenza della 	nostra lingua, in quanto fondamentale per l&#8217;integrazione e per un 	reale confronto con i gli italiani.</li>
</ul>
<p>Inoltre il comitato con i suoi avvocati continuerà a dare assistenza legale ai migranti spesso vittime di soprusi e ingiustizie.</p>
<ul type="disc">
<li>La FLAI &#8211; CGIL Potenza organizzerà degli incontri una volta a 	settimana con i lavoratori presenti all&#8217;interno del Centro di 	Accoglienza di Palazzo San Gervasio con lo scopo di <strong>informare loro 	su quelli che sono i loro reali diritti sindacali</strong>.</li>
</ul>
<p>Questo verrà svolto con l&#8217;ausilio di sindacalisti e con la fornitura di materiale informativo.</p>
<ul type="disc">
<li>L&#8217; Associazione Casa dei Diritti Sociali Forum – Roma, che 	ormai da tempo si occupa di migranti e della loro difesa, svolgerà 	degli<strong> incontri rivolti sempre agli ospiti del centro di Accoglienza 	per descrivere i diritti alla quale i migranti sono detentori</strong>.</li>
</ul>
<p>Inoltre i loro legali affiancheranno i legali già presenti al Centro di Accoglienza nella assistenza ai migranti.</p>
<ul type="disc">
<li>La <strong>Città dei Colori</strong>, sportello informativo per i migranti 	della città di Potenza, darà il suo contributo all&#8217;interno di 	questo progetto, informando i migranti su quali sono i diritti 	all&#8217;assistenza e all&#8217;integrazione sul nostro territorio attraverso 	incontri e la fornitura di materiale informativo e la divulgazione 	dell’iter burocratico per i Richiedenti Asilo.</li>
<li>La <strong>Noeltan Film,</strong> studio indipendente di produzione, 	organizzerà la<strong> proiezione al centro di Accoglienza di alcuni 	documentari da essa stessa prodotti, che affrontano il problema dei 	migranti sui nostri territori e non solo. </strong>Prima di tutto sarà 	organizzata la proiezione del documentario, coprodotto dalla CGIL, 	sul fenomeno dell’immigrazione in Basilicata: il Caso Bella e il 	Caso Palazzo San Gervasio, già recensito Rassegna Sindacale n° 31 	e dalla stessa sarà distribuito</li>
</ul>
<p>Successivamente saranno organizzate altre proiezioni e incontri con artisti che ben conoscono e illustreranno le diverse migrazioni che ci sono state e che ci sono nel mondo, tutte dettate non da una voglia di vedere nuove terre e comunità, ma da una esigenza per la ricerca di una vita migliore e più dignitosa.</p>
<ul type="disc">
<li>Il<strong> Potenza Film Festival</strong>, al suo quarto anno, organizzerà 	una intera sessione, “Migrazioni” all&#8217;interno del centro di 	Accoglienza. In questa sessione verranno proiettati diversi 	documentari che trattano il tema dell&#8217;immigrazione durante le quali 	interverranno registi e documentaristi di caratura internazionale.</li>
<li>Il contributo che L&#8217; <strong>Associazione Casa Di Vittorio</strong> darà al 	progetto sarà articolato in iniziative culturali che vedono il 	centro di Accoglienza di Palazzo San Gervasio ospitare eventi 	culturali che hanno come focus Di Vittorio e la cultura della classe 	che lo ha espresso attualizzando i problemi e rivolgendoli ai nuovi 	braccianti che oggi lavorano le nostre terre, ossia i lavoratori 	extracomunitari.</li>
<li>Il <strong>Cestrim-Libera Basilicata</strong>, da anni impegnata contro le 	mafie e più volte venuta a conoscenza, fornendoci collaborazione, 	per il centro di accoglienza si interesserà di tratta degli schiavi 	a cui spesso questi uomini e donne vanno incontro fornendo strumenti 	di conoscenza e di riscatto dalla loro condizione.</li>
<li>Sarà presente <strong>Ulderico Pesce</strong>, noto attore teatrale lucano 	con lo spettacolo “<em>Il Triangolo d’Oro</em>”.</li>
<li>E nei numerosi dibattiti che il Comitato intende affrontare 	ci hanno dato la loro disponibilità ad intervenire <strong>Antonio Mancino, 	figlio del senatore antifascista Michele Mancino, Alfonso Pascale 	responsabile Rete delle Fattorie Sociali, Nicola Montano autore del 	libro Ladri di Stelle.</strong></li>
</ul>
<p>contatti:<a href="mailto:comitatodifesamigranti@gmail.com" target="_blank"> comitatodifesamigranti@gmail.com</a></p>
<p>[nggallery id=5]</p>
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		<title>Migranti</title>
		<link>http://www.viverepietragalla.it/index.php/2009/08/migranti/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 10:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lino Marmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emergenza Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[clandestini]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Venosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggendo i giornali, guardando le notizie in TV, sarà capitato a tutti di imbattersi in qualche notizia che affrontava lo sbarco di clandestini sulle coste siciliane, e il grave disagio che questi uomini vivono affrontando il mare per cercare un posto dove sperano di poter trovare un lavoro e invece capita, a volte, che perdono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="582" height="322" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/RSRTvKUgLYs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="582" height="322" src="http://www.youtube.com/v/RSRTvKUgLYs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Leggendo i giornali, guardando le notizie in TV, sarà capitato a tutti di imbattersi in qualche notizia che affrontava lo sbarco di clandestini sulle coste siciliane, e il grave disagio che questi uomini vivono affrontando il mare per cercare un posto dove sperano di poter trovare un lavoro e invece capita, a volte, che perdono la vita.</p>
<p>Affrontano questo viaggio in condizioni disumane, e non solo, la nostra società civile e occidentale spesso preferisce lasciarli in balia delle onde, grazie ad una legge molto restrittiva, che sembra abbia dimenticato del tutto le nozioni basilari dei diritti umani.</p>
<p>Ma a pochi chilometri da noi, accade ben altro, noi lucani, popolo di migranti, sembra proprio non abbiamo memoria di ciò che accadeva tempo fa&#8230;</p>
<p>Riporto una mail pervenutami, una notizia forse talmente ignobile, che nemmeno i mezzi di informazione locali hanno scelto di raccontarci.</p>
<p>Che sia di riflessione a quanti cambiano canale quando sentono di un barcone naufragato a Lampedusa, tanto è lontano, chissenefrega&#8230;.</p>
<p><em>&#8220;Il giorno 25 Agosto si è consumato l&#8217;ennesimo caso di razzismo e discriminazione nei confronti dei migranti che popolano le campagne di Venosa, in Basilicata, per la raccolta dei pomodori.  I migranti, tutti provvisti di regolare permesso di soggiorno, circa un centinaio e tutti provenienti dal Burkina Fasu, alloggiano in casolari abbandonati privi di qualsiasi bene primario e in condizioni igieniche e sanitarie disastrose. Ed è proprio per allontanarli da uno di questi casolari che pochi giorni fa il proprietario dell&#8217;agriturismo Carpe Diem, adiacente a questi casolari, ha minacciato i migranti con un fucile. Alcuni colpi d&#8217;arma da fuoco sono stati sparati in aria per intimorire i migranti e ad alcuni di loro è stata rivolta direttamente l&#8217;arma. I migranti dopo aver effettuato loro personalmente una denuncia alle forze dell&#8217;ordine hanno avuto come <strong>risposta la chiusura di questi casolari, ai quali non possono più accedere</strong>. L&#8217;episodio è passato inosservato sia ai media che alle amministrazioni. Nessuno sembra voglia occuparsi di loro. Solo il Tg3 Basilicata ha dedicato un servizio all&#8217;accaduto. Attualmente sono costretti a vivere ammassati nel resto dei casolari disponibili dai quali vengono continuamente mandati via dai proprietari. Continua intanto l&#8217;azione del Comitato per la Difesa dei Migranti che sta facendo pressione sulle amministrazioni locali e non richiedendo un intervento immediato a chi di competenza per dare una degna accoglienza a questi lavoratori. Per il momento la protezione civile sta fornendo l&#8217;acqua potabile e siamo in attesa di tensostrutture da parte della Croce Rossa.</em><em> Noi del comitato ribadiamo che i migranti hanno il diritto assoluto ad una vita degna e che è compito di tutti noi intervenire. E&#8217; inconcepibile che nel 2009, sul territorio italiano esistono persone che dovrebbero avere dei diritti basilari come un alloggio e una condizione di dignità sociale che invece non hanno.<br />
Per questo chiediamo a tutte/i di farsi carico del problema e di muoversi in tutti gli ambiti e luoghi per denunciare queste situazioni.&#8221;</em></p>
<p><em><strong>Comitato Difesa Migranti</strong></em></p>
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