Perchè LiberaMente

Copertina Gennaio

Copertina Gennaio

Finalmente ce l’abbiamo fatta! Con mezzi spartani, ma tanta buona volontà, siamo riusciti a pubblicare il primo numero di LiberaMente, la nostra prima esperienza editoriale.

Il nostro giornale vuole essere il megafono di un gruppo, Vivere Pietragalla, che come evidenziato nel sottotitolo della testata si dichiara a chiare lettere e senza ipocrisie associazione “politico-culturale“. In questa piccola comunità presentarsi come associazione politica significa perdere buona parte delle simpatie e della collaborazione di molti (a meno che tu non faccia parte di un gruppo che amministra, ma quello è un altro discorso: gli Italiani furono tutti fascisti fino al 24 luglio del ’43, poi tutti antifascisti la mattina dopo).

La parola politica oggi fa paura, ti marchia, crea sospetti, crea discrimine perché ormai è diventata una parola ambigua. Capire il nostro progetto significa capire la differenza sostanziale che sta nella distanza semantica che intercorre tra la parola politico (che riguarda la città e quindi la comunità dei cittadini) e la parola partito (dividere). Vivere Pietragalla, e quindi di riflesso Liberamente, vorrebbe cercare di recuperare il significato originario della parola politica ovvero l’amministrazione della “polis” per il bene comune.

Il folle obiettivo di Vivere Pietragalla è quello di operare una rivoluzione “culturale” in questa comunità a partire da quei giovani anestetizzati dal modello socio-culturale imposto dalle tv nazionali e che si riflette nel binomio “perdente” del pietragallese medio: “birra e pallone” ( ahimè non quello giocato…) perché, come ha scritto Lino Marmo in un articolo pubblicato proprio in questo primo numero a proposito del concetto di open source e democrazia, chi non vuole apprendere, chi non vuole dare valore alla sua libertà, secondo Richard Stalmann, padre del movimento del software libero, così ci risponde: “Non annoiarci con la politica“.

Aprire gli orizzonti, far aumentare la partecipazione attiva dei cittadini al processo di decisione politica, non delegare e subire, passivamente, tutte le decisioni, alzare la voce quando serve senza nessuna sorta di timore perché le nostre obiezioni non saranno mai indirizzate contro le persone ma saranno sempre rivolte alle (male) azioni.

Queste sono le motivazioni che guideranno anche LiberaMente che parte oggi con il primo numero – grazie a Rocco che ha accettato di diventare il nostro direttore e a tutti i collaboratori che hanno prestato il loro lavoro senza chiedere nulla in cambio – e che cercheremo di pubblicare all’incirca intorno alle metà di ogni mese, distribuendolo mano a mano (stiamo già studiando altre soluzioni) e gratuitamente (ma credo che potremmo permettercelo ancora per poco tempo a meno che qualche generoso sponsor non decida di aiutarci).

Did you enjoy this post? Why not leave a comment below and continue the conversation, or subscribe to my feed and get articles like this delivered automatically to your feed reader.

Comments

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

(obbligatorio)

(obbligatorio)