Riforma dell’Università: a rischio il Corso di Lingue e Letterature Straniere dell’Ateneo lucano

Aula universitaria

Pubblichiamo qui sotto il comunicato stampa del rappresentante degli studenti nel Consiglio di Facoltà dell’Università degli Studi di Basilicata a sostegno dell’appello lanciato dagli studenti del Corso di Lingue e culture moderne.

I tagli agli Atenei dimostrano, ancora una volta, come la classe politica italiana faccia a gara nel penalizzare la formazione e l’istruzione dei cittadini meridionali per inibire lo sviluppo culturale ed economico delle regioni più svantaggiate.

Riforma dell’Università: chiusura del Corso di Lingue dell’Università di Basilicata

Il Corso di Lingue e culture moderne (Lingue e Letterature Straniere) della Università degli Studi della Basilicata verrà chiuso. È un Corso di Studi nato con l’Università, negli anni 80, e conta, ogni anno, quasi cento iscritti, provenienti dai Licei linguistici regionali e da un ampio bacino di Scuole secondarie superiori di Potenza (Liceo Scientifico, Istituto Tecnico Commerciale, Liceo Classico, Istituto Professionale Alberghiero).

La chiusura di questo Corso di Laurea non è soltanto una scelta dolorosa e inevitabile, operata in seno agli organi universitari attinenti alla Facoltà di Lettere e provocata dai tagli alle Università della recente riforma Gelmini. È anche una perdita gravissima per il tessuto culturale e per i settori economico e produttivo della Regione Basilicata. È perciò una perdita che deve interessare la società civile e l’insieme della classe dirigente della Basilicata, Regione, ricordiamolo, che ha dato e dà diversi milioni di euro alla sua Università, cosa non certo usuale in altre realtà regionali italiane, dove magari ci sono più Atenei. È dunque una scelta da criticare e contro cui, come cittadini lucani, dobbiamo protestare. Perché lo studio delle Lingue straniere è così importante oggi? Perché è così grave questa “dolorosa” decisione? Alla prima domanda è molto facile rispondere, anche per chi non ha bisogno quotidianamente delle lingue straniere nel proprio universo lavorativo: viviamo in una dimensione che va oltre il piano nazionale. Alla seconda vorremmo provare ad elencare qualche motivazione:

1) Ci sono quasi 100 ragazze e ragazzi che ogni anno, senza nessun tipo di orientamento nelle scuole superiori da parte della Facoltà di Lettere, scelgono per passione di continuare gli studi con le Lingue straniere. Cento ragazze e ragazzi che l’anno prossimo saranno costretti ad andare via, incrementando la fuga delle forze giovanili verso altre regioni d’Italia;

2) In un sistema scolastico regionale così duramente colpito a livello occupazionale proprio nell’insegnamento delle Lingue straniere, con decine e decine di insegnanti di Inglese e Francese rimasti a casa, la chiusura del Corso di Laurea in Lingue significa di fatto la mazzata finale, cioè la morte delle discipline linguistiche in Regione;

3) I Licei Linguistici regionali, che sono spesso una vetrina della Basilicata in Europa e un fiore all’occhiello per la scuola lucana, saranno duramente penalizzati per le iscrizioni, senza un naturale sbocco di studi in zona;

4) La Basilicata che punta sullo sviluppo turistico, sulla valorizzazione culturale del territorio, su attrattori turistici di valenza europea perde l’unico Corso di Laurea che avvicina la Regione all’Europa: quanti laureati in Lingua del nostro ateneo operano già oggi sul territorio regionale come guide turistiche, interpreti, operatori culturali? Noi ne conosciamo e ne abbiamo incontrati diversi, non solo quelli delle Tabelle e liste pubblicate a cura della Regione Basilicata;

5) L’Ateneo lucano che ha puntato e punta sullo sviluppo del Progetto Erasmus, fino a prova contraria, vedrà sensibilmente ridotto il numero degli studenti in partenza per l’Europa (la maggior parte sono, naturalmente, quelli di Lingue) e quindi di studenti europei ospiti della Basilicata. Infatti, meno persone accedono al programma, meno finanziamenti si ricevono;

6) L’Università con la chiusura di due corsi di laurea ad indirizzo umanistico (Lingue e Scienze della Comunicazione) si ritroverà con una Facoltà di Lettere di minore attrazione, ancora smembrata in modo innaturale e surreale sulle due città capoluogo, e con dei corsi di Laurea triennale e magistrale specifici alle sole discipline storico-archeologiche e classiche. Inoltre, senza il Corso di Lingue, l’Università si troverà a dover pagare i docenti madrelingua strutturati – dopo anni di sacrifici e battaglie sindacali – presso il Centro Linguistico di Ateneo, senza avere la copertura effettiva delle ore pagate, perché non ci saranno ore sufficienti per tutti. Quindi si taglia per aumentare lo spreco.

7) Il Corso di Lingue è stato ed è anche un Corso di qualità. Sono anni che si parla dei “poli di eccellenza” e della qualità di alcuni settori dell’Ateneo lucano. La verità è che per anni la Facoltà di Lettere e il Corso di Laurea in Lingue straniere hanno portato fondi e studenti e sono rimaste le cenerentole dell’Ateneo, relegate in strutture secondarie, mentre in altre Facoltà scientifiche tanto vantate si contavano 4 studenti e 10 professori. Ha mai fatto il conto nessuno degli Studenti di Lingue e di Lettere che hanno vinto Dottorati e Assegni di Studio negli altri Atenei d’Italia e che altrove (perché qui in Basilicata l’attivazione di un Dottorato è stata cosa recente) hanno rappresentato e rappresentano la qualità dell’Ateneo lucano? Perché non lo facciamo in percentuale questo calcolo (per esempio in base al numero degli iscritti in rapporto al numero delle “riuscite”; oppure in base al rapporto numerico Studenti / Professori per ogni Corso di Laurea)?

Chiudere il Corso di Lingue e Culture moderne non è solo una scelta dolorosa, ma è un errore ed è un danno per la comunità lucana.

Per questo motivo lanciamo un appello:

Agli Studenti e a tutti i loro Rappresentanti

Affinché questa scelta sbagliata e dannosa non sia accettata passivamente, con rassegnazione e fatalismo. L’Università siete prima di tutto voi, siamo innanzitutto noi, e non il Ministro e non i Professori.

Non è possibile, in particolare, che dei Rappresentanti degli Studenti accettino senza batter ciglio la fine di una realtà culturale che tanto ha fatto per la cultura della nostra Regione! Possiamo e dobbiamo solo essere una generazione di “realisti”? Possiamo e dobbiamo accettare ogni imposizione basata sui numeri?

Al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata, Prof. Mauro Fiorentino

Affinché si possa iniziare, dando sostegno ad un Corso di Laurea che è nato con la nostra Università e che è tanto importante per dare un’immagine europea all’Ateneo lucano, a ripensare anche una politica di scelte che da sempre penalizza la Facoltà di Lettere, a nome di un incredibile discorso riguardo alla “qualità” e all’“eccellenza” di alcuni settori dell’Ateneo.

Ai Docenti della Facoltà di Lettere e Filosofia

Affinché questa Vostra dolorosa scelta – provocata dall’altalenante legge Gelmini – possa essere calibrata per un salvataggio in extremis di almeno un indirizzo linguistico decente, che non faccia emigrare i 100 ragazzi che l’anno prossimo vorranno continuare a scegliere Lingue per studiare in Basilicata, un indirizzo necessario, se non altro, per un qualsiasi concorso di qualsiasi disciplina (perché dappertutto si richiede una prova in Lingua Straniera).

Alla classe politica della Regione Basilicata, e in particolare:

All’On. Gianni Pittella, Vicepresidente del Parlamento Europeo;

Agli Onorevoli e Senatori lucani

Al Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, e all’Assessore alla Cultura della Regione Basilicata, Antonio Autilio;

Ai Segretari, ai Candidati Segretari e ai Responsabili dei Partiti Politici e Movimenti della Basilicata

Affinché l’interesse nei confronti del dissanguamento delle forze giovanili lucane che sono costrette ad emigrare, per lavorare e anche per studiare, non sia solo motivo di propaganda elettorale, ma riveli azioni coerenti. Possiamo accettare passivamente una politica del gambero? Si apre Economia per mantenere dei giovani in Regione e si chiude Lingue che ha lo stesso numero di iscritti! Possiamo cavarcela solo rimandando alle decisioni del Ministro? La Basilicata sta perdendo, in maniera incredibile e vergognosa (cioè in virtù di un mero calcolo numerico riguardo al numero dei Professori strutturati, cui qualcuno ha strumentalmente aggiunto una non precisata rivalità tra le due città capoluogo di Potenza e Matera) l’unica realtà culturale che in qualche modo apre la Regione all’Europa, l’unica Laurea che ogni anno dà al settore Turistico dei potenziali occupati!

Ai Docenti di Lingua e Civiltà Straniera di ogni ordine e grado della Scuola Pubblica lucana

Affinché ci sia da parte di tutti una mobilitazione e una concreta protesta contro una decisione che ancora di più ci penalizza, riduce l’occupazione e impoverisce il tessuto culturale regionale. L’insegnamento delle Lingue Straniere nella Scuola può essere supportato dalla presenza del Corso di Studi linguistico presso l’Università. La chiusura di questa realtà, dove molti di noi si sono formati, sarà un ulteriore colpo inferto dal Governo nazionale all’insegnamento delle lingue straniere in Basilicata.

Alla Società Civile, ai Sindacati, alle Associazioni Culturali di Basilicata

Affinché si prenda posizione contro una decisione che renderà culturalmente più povera la nostra Regione, aumenterà la precarietà e i problemi occupazionali degli insegnanti di ogni ordine e grado, farà andare via decine di giovani.

Potenza 3/11/2009

Sig. Raffaele Romano
(Studente UNIBAS del Corso di Laurea in Lingue e Culture Moderne /
Rappresentante degli Studenti nel Consiglio di Facoltà)

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