Migranti
Leggendo i giornali, guardando le notizie in TV, sarà capitato a tutti di imbattersi in qualche notizia che affrontava lo sbarco di clandestini sulle coste siciliane, e il grave disagio che questi uomini vivono affrontando il mare per cercare un posto dove sperano di poter trovare un lavoro e invece capita, a volte, che perdono la vita.
Affrontano questo viaggio in condizioni disumane, e non solo, la nostra società civile e occidentale spesso preferisce lasciarli in balia delle onde, grazie ad una legge molto restrittiva, che sembra abbia dimenticato del tutto le nozioni basilari dei diritti umani.
Ma a pochi chilometri da noi, accade ben altro, noi lucani, popolo di migranti, sembra proprio non abbiamo memoria di ciò che accadeva tempo fa…
Riporto una mail pervenutami, una notizia forse talmente ignobile, che nemmeno i mezzi di informazione locali hanno scelto di raccontarci.
Che sia di riflessione a quanti cambiano canale quando sentono di un barcone naufragato a Lampedusa, tanto è lontano, chissenefrega….
“Il giorno 25 Agosto si è consumato l’ennesimo caso di razzismo e discriminazione nei confronti dei migranti che popolano le campagne di Venosa, in Basilicata, per la raccolta dei pomodori. I migranti, tutti provvisti di regolare permesso di soggiorno, circa un centinaio e tutti provenienti dal Burkina Fasu, alloggiano in casolari abbandonati privi di qualsiasi bene primario e in condizioni igieniche e sanitarie disastrose. Ed è proprio per allontanarli da uno di questi casolari che pochi giorni fa il proprietario dell’agriturismo Carpe Diem, adiacente a questi casolari, ha minacciato i migranti con un fucile. Alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati sparati in aria per intimorire i migranti e ad alcuni di loro è stata rivolta direttamente l’arma. I migranti dopo aver effettuato loro personalmente una denuncia alle forze dell’ordine hanno avuto come risposta la chiusura di questi casolari, ai quali non possono più accedere. L’episodio è passato inosservato sia ai media che alle amministrazioni. Nessuno sembra voglia occuparsi di loro. Solo il Tg3 Basilicata ha dedicato un servizio all’accaduto. Attualmente sono costretti a vivere ammassati nel resto dei casolari disponibili dai quali vengono continuamente mandati via dai proprietari. Continua intanto l’azione del Comitato per la Difesa dei Migranti che sta facendo pressione sulle amministrazioni locali e non richiedendo un intervento immediato a chi di competenza per dare una degna accoglienza a questi lavoratori. Per il momento la protezione civile sta fornendo l’acqua potabile e siamo in attesa di tensostrutture da parte della Croce Rossa. Noi del comitato ribadiamo che i migranti hanno il diritto assoluto ad una vita degna e che è compito di tutti noi intervenire. E’ inconcepibile che nel 2009, sul territorio italiano esistono persone che dovrebbero avere dei diritti basilari come un alloggio e una condizione di dignità sociale che invece non hanno.
Per questo chiediamo a tutte/i di farsi carico del problema e di muoversi in tutti gli ambiti e luoghi per denunciare queste situazioni.”
Comitato Difesa Migranti
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Luglio-Agosto 2010








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